Stefano Staro,
docente di Musica presso l'Istituto Comprensivo Statale Est 1 di Brescia
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8 giu 2020

Esercizi melodici: piano delle attività


Gli esercizi n. 1-8 sono frasi melodiche composte per sviluppare attività musicali di base per alunni del primo ciclo scolastico, al primo livello di abilità.
Questi primi esercizi utilizzano ritmi piani, in tempo quaternario, con estensione che non eccede l’ottava,  figure di valore dalla semibreve alla croma, senza note puntate.
Ognuno di essi si presta per attività multiple, che sviluppano diversi obiettivi nel curricolo di formazione musicale degli alunni del gruppo classe.

Prima attività
Lettura delle note ed esecuzione, anche a prima vista, con strumenti melodici in DO (flauto, metallofono, xilofono, tastiera) e con il canto. Per altri strumenti è opportuna la trascrizione in tonalità adatte allo strumento utilizzato o, per la chitarra, il trasporto e l’uso del capotasto. Ad esempio il primo esercizio melodico può essere opportuno trasportarlo in MI (sesta ascendente) ed eseguirlo con il capotasto al terzo tasto.

Seconda attività
Rapporto parola suono. Si possono invitare gli alunni a creare delle parole che si adattino alla melodia, guidandoli alla comprensione del rapporto tra suono e sillaba (o fonema) e del rapporto tra gli accenti ritmici della melodia e gli accenti della parola e del verso.

Terza attività
Composizione di accompagnamenti o basi ritmiche, da sviluppare con strumenti a percussione, ma anche con semplici drum machine. (come ad esempio quella accessibile al sito www.musicca.com/it/drum-machine 
Questa seconda esperienza, oltre che sviluppare la comprensione delle strutture ritmiche, consente agli alunni di poter eseguire le melodie a tempo, come alternativa all’uso del metronomo.

Quarta attività
Analisi formale, fraseologica. Mettere in evidenza con i colori la forma della frase, nei suoi aspetti di ripetizione-variazione-contrasto, individuare gli andamenti cadenzali e le note perno o gravitazionali (la tonica, la dominante, la sensibile)

Quinta attività
Analisi del profilo melodico. Riportare l’andamento della melodia in un grafico lineare e confrontare i diversi profili

Sesta attività
Comporre ed eseguire basi armoniche. Individuare i possibili cambi armonici nella melodia (da quelli più ovvi a quelli più azzardati) ed eseguirli con note al basso o con accordi eseguiti con strumenti polifonici (chitarra, tastiera)

Settima attività
Comporre su modello. Partendo dalla variazione di una melodia, comporne altre con la medesima struttura o mantenendo alcuni note- perno

Ottava attività
Arrangiamento “da concerto”: mettendo insieme le diverse esperienze sviluppate con le attività precedente, o con intervento del docente, a partire dagli esercizi melodici, elaborare brani da eseguire in concerto, tenendo conto delle capacità specifiche degli esecutori 

Esercizi melodici n. 1-8, 
Esercizio 1 -  arrangiamento per orchestra scolastica, partitura e parti, file audio
Esercizio 2 -  arrangiamento per orchestra scolastica, partitura e parti, file audio
Esercizio 3 -  arrangiamento per orchestra scolastica, partitura e partifile audio
Esercizio 4 -  arrangiamento per orchestra scolastica, partitura e partifile audio
Esercizio 5 -  arrangiamento per orchestra scolastica, partitura e partifile audio
Esercizio 6 -  arrangiamento per orchestra scolastica, partitura e parti, file audio
Esercizio 7 -  arrangiamento per orchestra scolastica, partitura e partifile audio
Esercizio 8 -  arrangiamento per orchestra scolastica, partitura e parti, file audio

13 mag 2020

"Cover" dal passato 1: Il Ballo di Mantova

Margherita di Savoia
Francesco Gonzaga
Il 31 maggio 1608, sui laghi di Mantova su cui si affacciano le grandi mura del Palazzo Ducale, si dispiegava una flotta di navigli da guerra, che con ardite manovre si affrontavano in una grande battaglia. Ma non era un episodio di una delle tante guerre che infiammavano l'Europa di quegli anni: era una parte dei grandiosi e solenni festeggiamenti per le nozze di Francesco Gonzaga, "serenissimo. principe di Mantova, & di Monferrato, con la serenissima infanta Margarita di Savoia", matrimonio che si era celebrato a Torino pochi mesi prima.

Solo un anno prima il musicista di corte, il cremonese Claudio Monteverdi, aveva dato prova della sua suprema arte, cimentandosi in un' opera di teatro musicale, interamente cantata, secondo la tecnica inventata pochi anni prima, a Firenze. Nel Carnevale del 1607 la corte dei Gonzaga, nel Palazzo Ducale aveva potuto assistere alla prima rappresentazione della "favola in musica", Orfeo.
Una sala del Palazzo Ducale di Mantova, con affreschi di Mantegna

Era tanto piaciuta che per queste solenni nozze a Monteverdi era stata commissionata un'altra opera, ancora una volta su tema mitologico, (questa volta la storia narrata era quella di Arianna), un Madrigale dal titolo Ballo delle Ingrate.  Forse, aveva seguito, se non organizzato di persona, i balli e gli intrattenimenti che sarebbero durati ancora per altri giorni.
Tra questi balli non poteva mancare una melodia che a Mantova era nota da sempre, tanto che era chiamato il ballo di Mantova, o Mantovana.
Forse il motivo era già diffuso nella comunità ebraica della città già dal 1200, ma tant'è, da allora risuonò in tutte le feste e le piazze, con il suo ritmo a velocità variabile (chi la suonava lenta, chi veloce), con la sua melodia semplice e accattivante.
Tanto accattivante che quella stessa melodia fu sentita nelle corti nelle piazze, canticchiata da soldati francesi, ungheresi, spagnoli, impegnati nelle campagne di guerra che sconvolgevano l'Italia di quegli anni.

Nel 1626, Gasparo Zanetti, un violinista che lavorava alla corte di Milano, pubblicherà una raccolta di musiche che doveva servire come antologia di pezzi per gli studenti di violino. Tra questi brani c'era, appunto, il ballo di Mantova.
Il chitarrista più famoso del secolo, Francesco Corbetta, che aveva iniziato la sua carriera a Brescia, presso l'Accademia degli Erranti, passando  da Mantova presso i Gonzaga e dalla Spagna, diventerà addirittura il musicista di corte di Luigi XIV, Re Sole: anche lui pubblicherà una sua versione del Ballo di Mantova.
Intanto il tenore Giuseppe Cenci, detto Giuseppino del Biado aveva dato, all'inizio del '600, a questa musica, dei versi che iniziano con
Fuggi fuggi fuggi da questo cielo,
Altri ne avevano composto le parole iniziando con
Fuggi fuggi fuggi dal mondo bugiardo
Sul ballo di Mantova scrissero variazioni per  loro strumenti: il clavicembalista e organista napoletano Gaetano Greco, il violinista bresciano Biagio Marini,.
L'editore inglese John Playford, inserirà questa musica con il titolo "An Italian rant" in una sua raccolta di danze.
Non ci stupiamo quindi se la stessa melodia la troviamo nella canzone scozzese "My mistress is prettie", in quella polacca "Pod Krakowem", romena "Corol cu boi",  addirittura nell'Inno Israeliano, e, nell'Ottocento nella Rapsodia su canti bretoni di Camille Saint Saens e, come tema principale, nel poema sinfonico la Moldava che Bedrich Smetana scriverà per celebrare la sua patria, ovvero la Boemia.

Tacciamo di più recenti e indegne trascrizioni.

Come era suonata nel 1500 o nel 1600?
Ovvio: con qualunque strumento dell'epoca: flauti, violini, viole da gamba, tromboni, e soprattutto con lo strumento più diffuso nelle corti, il liuto, che ben accompagnava le voci dei cantanti.

Ascoltiamone due versioni: la prima è eseguita da una cantante con accompagnamento di liuto chitarra barocca e tiorba (un liuto con un grande manico per disporre di note gravi)




Nella seconda versione le voci sono due, riprendono la trascrizione di uno dei tanti musicisti che usarono il Ballo di Mantova nelle loro composizioni, con i versi di Giuseppino del Biado.
Gli strumenti, oltre alle corde pizzicate (liuti, chitarra) prevedono il flauto dritto, un tamburo e un crumorno o una bombarda.



E, in mezzo a tanti, ci può stare, forse, questo arrangiamento per orchestra scolastica.
Scarica la partitura: download
Si veda anche il foglio di analisi della melodia e con l'elenco delle attività scolastiche di base: vedi



24 apr 2020

Le origini del Jazz: video presentazione e dieci proposte di ascolto


Le origini del Jazz. 

Video presentazione: dalle prime espressioni musicali tradizionali afroamericane al Jazz di New Orleans


Due brani al giorno ...

Primo giorno

1) Harlem Gospel Singers: Go Down Moses, lo spiritual ha per tema la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù in Egitto. Il riferimento alla condizione di schiavitù degli afro americani è evidente. In questa registrazione il brano è interpretato da un coro Gospel tra i più famosi al mondo, si tratta di professionisti spesso in tourné anche i Europa e in Italia, E' eseguito con accompagnamento "moderno", con chitarra, batteria, pianoforte, basso. Le voci del coro sono "sapientemente" armonizzate.
https://youtu.be/Uz0sQDhx1rE?list=RDUz0sQDhx1rE

2)  The Plantation Singers-Swing Low, Sweet Chariot: anche questo è uno spiritual, stavolta però, interpretato da un gruppo più popolare che si richiama nel nome agli schivi che lavoravano nelle piantagioni di cotone. Sentirete che dopo una prima parte in cui il canto viene eseguito in forma piana, con ritmi lenti, successivamente subentra il ritmo, il canto diventa sincopato, accompagnato da percussioni semplici. Il testo è un'invocazione al carro che porta le anime dei defunti nell'aldilà: affinchè almeno nella "casa del padre" le anime possano trovare pace e sollievo dalle sofferenze terrene.
https://youtu.be/ljup8cIRzIk


Secondo giorno

3) Lightning  Long John (Old song by a chain gang): si tratta di un canto di lavoro (worksong) registrato con i detenuti di una prigione americana, condannati ai lavori forzati. Anche questo, come altri canti di lavoro, si sviluppa in forma responsoriale (call and response), secondo una tradizione che ha origine nei canti tradizionali africani. Il canto dà ritmo al lavoro, aiuta la regolarità della respirazione e a far passare il tempo, allevia la fatica, o almeno dà questa sensazione. Il testo è un richiamo a questo Long John, che girava tra i campi di mais, come un tacchino. Lon John se n'è andato ma, "come Gesù, chi muore, rivivrà".
https://youtu.be/4G5KtQynWvc

4) Robert Johnson - Love In Vain, un blues in cui la voce è accompagnata e dialoga con la chitarra. La tristezza di un uomo che vede partire con il treno la sua donna; la guarda un'ultima volta negli occhi, poi vede solo le due luci posteriori del treno che si perdono in lontananza. Nel blues si  esprime la malinconia, la sofferenza individuale della vita quotidiana, in una forma semplice (tre versi per strofa, dodici battute) ma molto espressiva. Una forma che è alla base di gran parte della musica afro americana.
https://youtu.be/Ee8ya2pp0J0


Terzo giorno


5) Scott Joplin, Maple leaf rag; Con questo brano la fama di Scott Joplin come autore e interprete di ragtime si consolidò. Lo spartito del brano, pubblicato nel 1899 fu venduto in milioni di copie e rese ricco l'autore! Fu un brano che ispirò molti altri autori e si considera uno standard del genere. Si compone di cinque sezioni secondo lo schema AA BB A CC DD, cioè quattro temi con la ripresa del primo. La linea del basso si sviluppa a salti con un tempo regolare di marcia; la melodia procede in contro tempo per tutto il brano.

6) Scott Joplin, The entertainer; Composto e pubblicato nel 1902, questo ragtime, riprende lo schema a più temi del precedente. Si sviluppa con suoni brevi e staccati, in coerenza con la dedica del brano (a James Brown e al suo gruppo di mandolini). Molto popolare ai suoi tempi fu dimenticato fino al 1973, quando , usato come colonna sonora del film "La stangata", fu riportato al successo e innescò il grande revival del genere Ragtime negli anni successivi.

Sullo stesso argomento guarda anche questo spezzone del film dedicato a Scott Joplin: https://youtu.be/NOi9K7yZ6QA

Quarto giorno

7) Jelly Roll Morton, Steam boat stomp. Lo stomp è un ballo scatenato su ritmo binario veloce. Questo brano comincia con il richiamo all'imbarco su una nava a vapore, come quelle che solcavano il Mississippi. Il brano procede con il tema e successive interpretazioni dei vari strumenti, tra cui il pianoforte di Jelly Roll Morton.
https://youtu.be/Wwn-oNuZHqo
Jelly Roll Morton, appare anche nel film La leggenda del pianista sull'Oceano in una scena in cui sfida il protagonista, detto Novecento, in un duello al pianoforte. 
Il film completo a questo indirizzo https://www.dailymotion.com/video/x7uusrj

8) 08 King Oliver Creole Jazz Band, Riverside blues: un blues interpretato secondo lo stile jazz. Alla esecuzione del tema di dodici battute seguono le improvvisazioni dei diversi strumenti e un finale con l'improvvisazione collettiva.
https://youtu.be/j_WbQYdQty0


Quinto giorno


9) Louis Armstrong, When the saints go marchin in: uno dei brani più noti del repertorio jazz delle origini, nell'interpretazione del jazzista più famoso della storia. In origine era uno spiritual che accompagnava i cortei funebri. I funerali a New Orleans erano infatti spesso accompagnati da bande di fiati e percussioni che reinterpretavano in odo ritmato, jazzistico i brani della tradizione religiosa afroamericana.

10) Bessie Smith, Saint Louis Blues; un blues in cui la voce di Bessie Smith (la principessa del blues, come fu definita) dialoga con la tromba di Louis Armstrong (il re del Jazz) con un brano composto da W.C. Handy (considerato "il padre del blues") nel 1914. W.C. Handy fu uno dei primi a raccogliere i canti tradizionali afroamericani, a reinterpretarli con le sue bands e a pubblicarli, divulgandoli anche fuori dai luoghi di origine. Il verso chiave del brano è "Ma man's got a heart like a rock cast in de sea" ("Il mio uomo ha un cuore come uno scoglio nel mare") e rappresenta la tristezza di una donna abbandonata dal suo uomo.

16 apr 2020

Sakura - canto tradizionale giapponese - verso una nuova primavera



Si legge su Wikipedia: 
è una delle canzoni più popolari della tradizione giapponese e, nel contesto internazionale, è una delle canzoni più rappresentative del Giappone. 
Fu adottata nel 1888 dall'Accademia Musicale di Tokyo come un brano per principianti di koto, uno strumento musicale simile ad una cetra. 
 È scritta con una scala pentatonica giapponese basata sul modo minore naturale detta Kumoijoshi*, che le conferisce un carattere tipicamente asiatico.

 Il Koto è uno strumento a corde (cordofono) tipicamente giapponese

Il koto è uno strumento a corde tradizionale giapponese.
Le corde sono pizzicate con le dita o con “plettri” applicati alle dita
La vibrazione delle corde è amplificata da una cassa armonica di legno con forma ricurva.
Le corde sono intonate con dei ponticelli: ogni corda esegue una nota della scala, come ad esempio la cetra o l’arpa.

Ascolta il brano suonato in casa, in modo “familiare” e semplice

Il testo della canzone celebra uno degli eventi più significativi della tradizione giapponese: quello della fioritura dei ciliegi. In questo periodo (che i giapponesi chiamano “Hanami”), le persone si recano a guardare le fioriture più belle, rendono omaggio alla natura e agli dei.

La parola “sakura” significa appunto fiore di ciliegio, un fiore che si schiude e appassisce in pochi giorni, ma fa in tempo a inondare di rosa i parchi, i giardini e le strade del Giappone.

Si legge sul sito 
https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/sakura-ciliegi-giapponesi/

Il sakura fiorisce e sfiorisce in pochi giorni per cui rappresenta la caducità della vita, la fragilità, ma anche la voglia di assaporare ogni istante.

Si guarda al sakura con tristezza, ma anche con commozione perché festeggiandolo l’hanami in primavera si parla della rinascita. Non a caso la fioritura dei ciliegi è da sempre vista come segno premonitore della ricchezza della raccolta del riso, come auspicio di prosperità. Il Sakura è anche simbolo delle qualità del Samurai, ovvero onestà, coraggio, lealtà e purezza. In Giappone sakura è anche un nome femminile.”

Il sito riporta anche una leggenda giapponese che narra dell’origine del sakura

"Si narra che esisteva un bosco dove la guerra non aveva toccato nulla, c’erano alberi, profumi e animali. Nessun guerriero osava entrarci per rovinare la natura. 
Proprio qui c’era un albero che non fioriva mai e sembrava morto. 
In realtà non lo era ma era molto triste e solitario perché non poteva mai godere della bellezza dei colori dei fiori. 
Gli animali per paura non si avvicinavano, l’erba attorno non cresceva.

Ma un giorno, la fata dei boschi vedendo tanta solitudine si commosse, si avvicinò a lui e disse che avrebbe lanciato un incantesimo che sarebbe durato 20 anni. Durante questo lasso di tempo, l’albero avrebbe provato quello che prova il cuore umano. Forse così si sarebbe emozionato e avrebbe trovato la fioritura.


La fata gli disse ancora che si sarebbe potuto trasformare in essere umano e poi di nuovo in pianta, ma se finiti i 20 anni non fosse riuscito a diventare vitale, sarebbe morto per sempre.


L’albero si trasformò in umano, ma all’inizio trovò solo odio e guerra. Per questo tornava spesso ad essere una pianta, fino a quando da uomo, camminando vide una bellissima ragazza. Era Sakura che si mostrò gentile: parlarono a lungo condividendo sogni e speranze.


Quando Sakura gli chiese quale era il suo nome, all’albero venne in mente una sola parola: “Yohiro”, che significa speranza. Tra i due nacque una profonda amicizia e in breve tempo sbocciò l’amore. Un giorno Yohiro confessò a Sakura tutto il suo amore e la sua vera natura. Sakura rimase impressionata e restò in silenzio. Il tempo era passato e la scadenza dei 20 anni stava per avvicinarsi. Yohiro, che tornò ad assumere le sembianze di un albero, si sentiva molto triste.


Ma Sakura confessò all’albero tutto il suo amore. Fu allora che apparve nuovamente la fata e chiese a Sakura di scegliere: rimanere umana o fondersi con Yohiro sotto forma di albero.

Lei pensò all’odio e alla guerra e decise di fondersi con Yohiro. Ed ecco che i due si fusero e divennero uno solo, e come per miracolo, l’alberò fiorì. La parola Sakura significa “fiore di ciliegio”. Oggi il loro amore fiorisce in Giappone"





Attività


Leggi le note, suona la melodia, pensa ad un possibile accompagnamento con strumenti a percussione o a corde.
(se la suoni con il flauto dolce al posto della nota SI -in rosso - suona la nota MI)

Qui: Partitura e parti singole in PDF
Qui c'è la base del pezzo arrangiato per orchestra scolastica
https://youtu.be/xf_4Rn5_xTw









* per approfondire: https://ianring.com/musictheory/scales/419 

21 mar 2020

Suonare con Song maker. Dallo scarabocchio alla composizione 2


Questa è seconda esperienza di composizione che utilizza sfrutta le applicazioni messe a disposizione da Chrome: Suona con SongMaker (la prima esperienza era Suona con Kandinsky)
Qui trovate il video tutorial  

6 mar 2020

Suona con "Kandinsky". Dallo scarabocchio alla composizione 1

Lo scarabocchio è un segno istintivo tracciato su un foglio: sembra del tutto impulsivo, improvvisato, senza significato, un segno che risponde al solo scopo di togliere il vuoto di una pagina bianca, senza ricercatezza tecnica, senza apparente volontà espressiva.